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Morte Giovanni Paolo II

IL SANTO PADRE è TORNATO ALLA CASA DEL PADRE:SCATTA L'EMERGENZA
Giovanni Paolo II si è spento alle ore 21.37 del 2 Aprile 2005.
Subito dopo e nei due giorni successivi,l'UGEM, su richiesta del Dipartimento dellaProtezione Civile, ha attivato le Unità Sanitarie facendole confluire verso la struttura di Castelnuovo di Porto (sede del campo base).
Dopo le necessarie autorizazioni sono intervenute in Via della Conciliazione dove è stata montato un PMA (Posto Medico Avanzato) e un infermeria mobile.
Le associazioni della Misericordia arrivate prima sul posto sono circa 65 e i mezzi impiegati circa 100 dei quali 70 sono ambulanze di livello avanzato per le gravi emergenze. Tra queste la nostra Misericordia giunta con un ambulanza di rianimazione e 6 volontari che si sono da subito messi a disposizione della SOM (Sala operativa) delle Misericordie, svolgendo diversi servizi sanitari presso le diverse postazioni di Roma.
"GUIDO BERTOLASO" alle Misericordie
Ho voluto incontravi - ci ha detto Bertolaso (Direttore del Dipartimento della Protezione Civile) -, perche' voi siete la nostra forza. Ci aspetta una settimana particolarmente significativa e difficile e dobbiamo essere pronti a stare in prima linea, ma pronti anche a pagare nel caso qualcosa non funzioni.Questa non e' una emergenza o una catastrofe naturale, ma un evento improvviso anche se prevedibile che ci obbliga di gestire a vista tutta la situazione. Dobbiamo mettere il cuore da una parte e usare il cervello collaborando con tutte le altre realta' di protezione civile.E' necessario fare il nostro dovere e anche di piu' per onorare la figura di questo grande personaggio che e' stato Giovanni Paolo II''.
NELLA NOTTE MALORI IN PIAZZA SAN PIETRO
Sono almeno 300-400mila i fedeli in attesa di poter rendere l'ultimo omaggio alla salma di Papa Wojtyla. La fila, che ora parte da Borgo S.Angelo, cresce di ora in ora. Le forze dell'ordine hanno dovuto allungare il percorso recintato adibito alla fila, realizzando un semicerchio da Borgo S. Angelo a via della Traspontina. In fila i fedeli pregano e intonano canti. Le ore di attesa in piedi hanno causato alcuni malori fra la gente in attesa. L'afflusso dei fedeli che si recano a rendere omaggio alle spoglie di Giovanni Paolo II e' di 15-18 mila persone l'ora. Sono le cifre fornite dalla Dipartimento della Protezione Civile italiana, dal Comune e dalla Prefettura di Roma. Mentre le file dei pellegrini verso Piazza San Pietro hanno raggiunto complessivamente la lunghezza di circa 5 chilometri paralizzando la zona intorno a Castel Sant'Angelo ed in gran parte del rione Prati, si annunciano nuovi arrivi da gran parte d'Italia e del Mondo. Di questi minuti la notizia che dalla Polonia partiranno 10 voli speciali. Intanto viene annunciato che le metropolitane A e B, che transitano nelle stazioni ogni 3-4 minuti, viaggeranno fino all'una.
MISERICORDIE : CENTINAIA GLI INTERVENTI
Sono centinaia gli interventi, fra grandi e piccoli, fatti dai Fratelli delle MIsericordie. Le Unità dislocate in varie zone della città dove i pellegrini si sono riuniti hanno offerto conforto e piccole cure sanitarie: gli interventi più comuni dovuti al caldo ed alla stanchezza.
I TURNI ESTENUANTI:CRONACA DI UN TURNO
Questa la "giornata di lavoro tipo" vissuta da un volontario in servizio per le esequie del Papa. "Non si risparmia nessuno,tutti i confratelli della misericordia in servizio a Roma sono mobilitati 24 ore su 24 e si alternano, per dare assistenza ai pellegrini che stanno assediando la capitale, con turni a volte non sostenibili.
I turni previsti in un primo momento di sei ore si sono allungati, per necessità, fino a dodici-quattordici ore e si prevede si allunghino ancora di più mano a mano che si avvicina il funerale del Santo Padre.
Ore 13.00 Parte il turno: ambulanze con medico o infermiere con i relativi equipaggi, pullman e pulmini con i confratelli che si muoveranno a piedi nelle strade del centro muniti di zaino con materiale sanitario. Alcuni sono distaccati presso i PMA del Vaticano sotto il colonnato nei vari punti di piazza San Pietro. Molti portano con se il cibo per coloro che non hanno avuto il tempo o il modo di mangiare. Raggiungere i punti assegnati è spesso cosa ardua, devono spesso intervenire in aiuto le forze dell'ordine per farci largo tra la folla i cui sensi di marcia e gli accessi sono stati scombussolati. Si circola a piedi per distribuire acqua. bustine di zucchero, per fornire informazioni. I primi inerventi, cose relativamente semplici: cali di pressione, lievi escorazioni,ipotermia, disidratazione si provvede a dargli da bere,dello zuchero, una coperta.
Diverso quando si alza dalla folla il grido:" dottore, dottore" ripetuto come un coro dalla gente. E' stata messa in atto una tecnica per aprire una varco tra la folla che ad onor del vero partecipa: prima i due fratelli più "massicci" poi il medico o l'infermiere.Una volta recuperato il paziente con il telino, via nella stessa tecnica verso l'ambulanza o il PMA più vicino.Lì i medici, dopo un più accurata visita decideranno se ricoverare o meno il paziente presso un ospedale.Fortuna che il caldo non è eccessivo,altrimenti i malori sarebbero molti di più.
Arriva un ragazzo che sorregge la fidanzata,è stremata dalle lunghe ore di fila senza cibo, acqua zuccherata e riposo sul lettino fino a che il medico non sia sicuro che si sia rimessa in forze, poi i due ripartono nella ricerca di rientrare nella fila: la vedo dura. Proseguono le richieste d'aiuto e si cerca di dare una risposta a tutti. Arrivano le casse d'acqua, due fratelli iniziano la distribuzione con un passamano per far giungere le bottigliette a quelli più lontano. Continua il lavoro, ci si scambia con i volontari delle altre associazioni in una collobarazione spontanea, ci passiamo cartine di Roma,acqua, informazioni, magari le più semplici: dove sono i bagni, dove cominciano ora le file. Decine e decine d'interventi,la stanchezza comincia ad affiorare, sono arrivati i panini dalla base di Castelnuovo di Porto, bhe: tra un intervento e l'altro un morso ci scappa. Dopo 11 ore ininterrote di servizio,ancora un ora prima di poter tornare alla base, sempre che la centrale non richieda un rinvio. Arriva una mamma con il suo bambino, è scivolato e presenta una sbucciatura al ginocchio. Ha solo nove anni, nonostante l'età non ha sonno, non un lamento, gli viene medicata la ferita l'infermiera gli scompiglia i capelli, lui sorride mentre si allontana con la madre e la gamba del pantalone arrotolata al ginocchio per rientrare nella fila come seniente fosse. Ecco tre signore su i cinquanta anni, del nord italia pare di capire, una si sente male ha giramenti di testa, freddo dolore allo stomaco. Viene curata: si sente meglio ma non è in grado di proseguire, le altre due lasciano il PMA per continuare la fila e dare l'estremo saluto al Santo Padre l'altra resta con noi è in buone mani; " peccato, dice lei, ci tenevo tanto". Ore 02,30 di notte - I pellegrini non accennano a diminuire, preseguono il loro lento cammino in silenzio. Adesso si sente più spesso il grido: " dottore " a quel grido scattiamo e con noi anche le forze dell'ordine. Si è instaurata una fraterna amicizia fra noi volontari e loro, quando ci incontriamo è norma salutarci quando finiamo il turno di augurarci buon riposo. Ecco arriva il cambio: cento interventi in tredici ore e mezza, tutti registrati su apposite schede, tutti fatti con lo scopo di aiutare gli altri, tutti con una parola " coraggio " con un sorriso, un cortese "prego" in risposta al sincero "grazie", sufficiente a far dimenticare anche la stanchezza. Ore 03,15 Arrivo al campo base a Castelnuovo di Porto, si passa dalla Sala Operativa per comunicare che siamo tornati, un boccone veloce o un caffè poi a nanna.Nelle tende non troviamo il comodo letto di casa, ma chi ha bisogno del lusso, l'importante è riposare. Ore 08.00 Sveglia e colazione, due chiacchere con i confratelli, poi riposo, fino al prossimo turno.
RIENTRO DEI NOSTRI VOLONTARI
Sono rientrati l'otto Aprile i 18 volontari della nostra Misericordia.Partiti in sei da subito si evidenziata la necessità di reperire altro personale e d'accordo con l'UGEM la precettazione di altri 12 volontari sistemati tutti presso le tende del campo.Tre le tende occupate da 8 posti letto ciascuna.
BILANCIO FINALE DELL'UGEM
Queste le cifre che hanno caratterizzato l'intervento delle Misericordie in occasione dei funerali del Papa:
561 confratelli, oltre 100 ambulanze e altri 80 mezzi di soccorso. Sono intervenute tutte le province d'Italia con 112 Misericordie. Un immenso "esercito del bene" (così è stato definito dal Dipartimento) che in questi giorni trascorsi nella capitale non si è risparmiato nemmeno un istante. Ventiquattro ore al giorno sul campo, in ogni parte della città sensibile all'arrivo dei milioni di pellegrini. A piedi, in ambulanza, in moto, sui fuoristrada: ogni mezzo è stato utile per portare in fondo la missione e per evitare problemi. Turni di servizio fino a 12 ore, camminate estenuanti, momenti di attesa infiniti. Il Dipartimento della Protezione Civile ha ringraziato l'UGEM per l'apporto sostanziale che ha assicurato.

Le foto

mezzi Campo base Castelnuovo di Porto Campo base Castelnuovo di Porto Campo base Castelnuovo di Porto Cucina da campo Parcheggio Campo base Campo base Castelnuovo di Porto volontarie in ambulanza POstazione Tiburtina rari momenti di riposo squadra appiedata in partenza Il gruppo di Orta Nova volontarie in ambulanza

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